Vigo Giancarlo autore: Comunicato Stampa
  • 14 nov Vigo Giancarlo autore
    16:16 - 14 nov 2013 Piemonte www.vigogiancarloautore.com

    "50 Caratteri di SMS" - Riedizione della "Pillola&Chicca" numero 2 de 18 luglio 2013

    "50 Caratteri di SMS" - Riedizione della "Pillola&Chicca" numero 2 de 18 luglio 2013

    "50 Caratteri di SMS" - Riedizione della "Pillola&Chicca" numero 2 de 18 luglio 2013

    Titolo: 160 Caratteri 

    L'SMS come una Mail a volte, ci mina da più parti, o se ne conosciamo la provenienza la nostra azione/reazione potrebbe essere non quella più corretta nel momento. Forse che il "silenzio sia legato alla sofferenza?".

    Il “soffrire” che deriva improvviso e tecnologico e trova la sua origine, anche nell'interpretazione immaginaria, dall'ultima fonte umana, uomo o donna che sia, è percepita come “più dolorosa di ogni altra vissuta” in precedenza nei nostri vari passati. Da adolescente alla maturità possiamo avere alternato momenti felici o infelici che si sono alternati senza regole, ma appartengono ad un passato che abbiamo quasi tendenzialmente rimosso, ed eravamo provvisti di sola carta e penna.

    Quando invece la “sofferenza” ti arriva con u SMS ed è recente, recentissima, il nostro corpo rischia seriamente di “deperire”, con punte di “possibile disfacimento”, anche organico.

    Il mondo esterno è prontissimo a cogliere le nostre debolezze portate dal “dolore”, tanto che può infierire senza misura e senza ritegno, senza che il nostro “io” e la nostra mente" ne prenda coscienza e conoscenza: per facilità e per auto-protezione non riusciamo nemmeno a rendercene conto. Siamo combattuti dal rispondere, siamo combattuti dal combattere o dal più facile arrendersi.

    Ma anche ogni nuovo rapporto umano, tranne forse nei primi momenti, è legato agli SMS. Ma il "nuovo" che "individuiamo" è migliore del precedente; ci fa dimenticare per qualche attimo i mille pensieri. Interagire diventa quasi naturale a compensazione del “dolore” che ci pervade…ma non si allontana comunque se non che per pochi istanti e torna costante non appena torna la "solitudine dell'anima".

    La forza implosiva che rischiamo è quella di peggiorare la nostra condizione biologica senza mai porci una vera domanda diretta: “ma io ho provato, dimostrato e fatto ben altro…di quanto forse avrei dovuto?”

    Personalmente non ho risposte, ma certo la domanda o le domande che giornalmente ci poniamo o ci pongono con un SMS o una Mail, hanno un’influenza devastante su ogni nostra attività quotidiana. 

    Pensateci…/Pensiamoci, perché anche gli antiquati "160 caratteri" potrebbero tornare di moda in particolari situazioni; forse lenire un attimo il "dolore?" o riportare qualche istante di sole anche se la temperatura esterna è di 32°?

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